Tu, il tuo obiettivo e gli oppositori inaspettati

Amici nemici

Dettaglio di un’illustrazione di Paolo Pochettino

Caro ■■■■■■■■■■,

so bene che non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro alla nostra conversazione.

Ma la questione “io, il mio obiettivo, gli oppositori inaspettati” è un tema aperto per chiunque abbia deciso di cambiare qualcosa nella propria vita. E so che le parole che ci siamo scambiati io e te potrebbero essere utili anche ad altre persone.

La delusione più grande, come dicevi anche tu, viene proprio dalle persone che ci sembrano più vicine (vedere anche alla voce: allargare le aspettative invece di limitarsi ad una sola).

L’errore (involontario) che hai fatto tu (come tutti noi che ci siamo passati) è stato quello di dare per scontato che le tue scelte sarebbero state appoggiate anche dagli altri, in automatico. 

E così facendo hai dimenticato tutta la fatica che hai fatto per prendere quella decisione. Hai forse già rimosso quanto ti faceva stare male la vecchia situazione da cui hai voluto uscire? Hai forse scordato quanto hai lottato duramente con te stesso prima di svoltare?

E ora ti chiedo:

“Cosa ne possono sapere gli altri che ti vedono da fuori? Come potevano immaginare quello che covavi dentro, nel tuo cuore e nella tua mente?”

Neppure il massimo dell’empatia potrebbe bastare. Perché comunque sarebbe un cercare di avvicinarsi allo stato d’animo dell’altro, ma non certo conoscerlo. 

Capisci adesso perché sono diventati i tuoi “oppositori inaspettati”?

Se fossero stati avversari di cui eri a conoscenza fin dall’inizio, tu avresti saputo come trattarli. Avresti studiato una strategia per portarli dalla tua parte o per sconfiggerli. Ma non lo erano e molto probabilmente non lo sono nemmeno ora (mi stai contestando quest’ultima affermazione, lo so!).

Ricordi che cosa ti dissi fin dall’inizio?

“Ognuno, in ogni momento della propria vita, fa il meglio che le proprie risorse gli consentono”

Anche se ti fa arrabbiare il pensiero, renditi conto che le loro attuali capacità non consentono loro di fare nulla di meglio né di diverso da quello che stanno facendo. Il tuo cambiamento li mette di fronte ai loro limiti, qualcuno ha paura di perderti e non sa come trattenerti, qualcuno teme di perdere la posizione professionale che il “vecchio tu” gli consentiva di conservare, …

Insomma… Cambiato tu, anche tutti gli equilibri sono da ristabilire.

So che farai un ottimo lavoro, anche questa volta.

 

Il percorso per rinascere come desideri

Il percorso per rinascere come desideri

Bambini e giochi: fortuna o abilità?

“Vinci sempre tu! Io non vinco mai!”

Sto vincendo a tombola e non mi sembra un gran merito. Ma per mio nipote è un dramma. Anche la sua sorellina è in vantaggio. Lui è ultimo.

“Ci vuole fortuna a vincere a tombola… Mica è una questione di capacità…”

Niente. Non sembra intendere ragione, piange chiuso nel suo sconforto. La piccola non capisce, mi guarda e mi chiede: “cos’ha fatto Matteo?”.

Eh! Io so che cosa ha fatto: sta perdendo ma non sa che cosa sta sbagliando. E non lo sa perché non dipende da lui. Dipende dal caso.

Capita anche agli adulti di sentirsi impotenti di fronte ad una situazione. E’ l’effetto di una domanda piuttosto semplice:

“quanto posso controllare di questo processo?”

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Perché ti porti il lavoro a casa e non lo fai?

Equilibrio lavoro vita privataLunedì. Si ricomincia. Ritorni a lavoro. Arretrati su arretrati, scadenze da rispettare, clienti da incontrare, problemi da risolvere. Tutta una serie di vincoli che ti obbligano. Non puoi fare diversamente perché ci sono in gioco anche altre persone.

Venerdì. Non tutto è stato portato a termine. Ti riprometti di sbrigarlo nel fine settimana, così non si accumula. La libera professione può metterti di fronte anche a queste scelte, lo sai.

Sabato mattina. Fine dei vincoli esterni. I buoni propositi cadono ad ogni distrazione, ma non riesci nemmeno a prenderti le tue soddisfazioni. Non ti riposi perché dovresti lavorare; non lavori perché dovresti divertirti. 

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Posso fidarmi?

Fiducia: “Attribuzione di potenzialità conformi ai propri desideri, sostanzialmente motivata da una vera o presunta affinità elettiva o da uno sperimentato margine di garanzia. (Dal lat. fiducia, der. di fiděre “fidare, fidarsi“)

(tratto da: Il dizionario della lingua italiana – Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli)

Fiducia

Leggo la definizione e mi sorge spontanea una domanda che potrebbe scatenare un putiferio:

sono gli altri che tradiscono la nostra fiducia o siamo noi che non sappiamo concederla alle persone giuste?

Pensavo a questa risposta anche qualche giorno fa quando ho constatato per l’ennesima volta (ma con immutato stupore) che anche i miei nipotini, malgrado siano molto piccoli, hanno già un sistema di calibrazione che permette loro di capire chi manterrà le promesse e chi non lo farà.

In effetti, il nostro sistema sensoriale serve anche a questo: a captare i segnali coerenti e distinguerli da quelli incoerenti. Potenzialmente funziona molto bene. Almeno finché non cominciamo ad avere dei percorsi mentali che interpretano quello che viene captato.

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Devo dimagrire!

Dieta e valoriIl tema del dimagrimento ricorre spesso in questi giorni. Sia per le donne che per gli uomini, indistintamente.

Colpa (o merito?) dei primi raggi di sole, del primo abbigliamento più leggero che scopre e lascia intravedere i rotolini indesiderati, della prospettiva dell’estate che si avvicina.

Fa un po’ lo stesso effetto del vedere indicato su una cartina: “tu sei qui“. Solo che tu non vorresti “essere qui”. Tu vorresti essere “là”, dove c’è l’immagine “ideale” di te. E allora scatta la decisione: “devo dimagrire!”

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Da padre a figlio

Quando ieri ho letto questa lettera di Enrico al suo bimbo Pietro, ho pensato subito: “sarebbe bellissimo poterla pubblicare sul blog! Un bel messaggio, da far leggere a tante persone: un padre che parla al proprio figlio di valori e di come approcciare le difficoltà della vita”. Quando gli ho chiesto se potevo, mi ha risposto che ne sarebbe stato “orgoglioso ed onorato“.

E dunque:

Caro Pietro,

oggi tuo Babbo ha partecipato ad una corsa ciclistica.
Ha percorso tanti chilometri e ha attraversato boschi, prati, fiumi e città.
Ha incontrato e ha conosciuto tante persone, come in una grande festa.
Il babbo ha imparato tante cose da questa giornata.
Queste cose serviranno anche a te, nel tuo percorso.

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Il diario dei progressi

Diario dei progressi“Faccio un passo avanti e tre indietro e mi sento a pezzi…”

Rimango basita perché di progressi ne ha fatti una marea… Eppure, se lo pensa, un motivo c’è…

“Che cosa te lo fa pensare?”

E via: l’elenco di tutto quello che non è ancora riuscita a fareCi sono percorsi di cambiamento che sono indubbiamente lunghi e stancanti. Prima di vedere l’obiettivo raggiunto può passare molto tempo. Certo, lo si può suddividere in sottobiettivi più piccoli. Razionalmente funziona.

Ma diamine, emotivamente è tutt’altra cosa! Il tuo cervello non è affatto gentile quando ti fa vedere quanta strada devi ancora fare e quanto sono ancora insufficienti i risultati! Difficile contestarlo!

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