Caro ■■■■■■■■■■,
so bene che non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro alla nostra conversazione.
Ma la questione “io, il mio obiettivo, gli oppositori inaspettati” è un tema aperto per chiunque abbia deciso di cambiare qualcosa nella propria vita. E so che le parole che ci siamo scambiati io e te potrebbero essere utili anche ad altre persone.
La delusione più grande, come dicevi anche tu, viene proprio dalle persone che ci sembrano più vicine (vedere anche alla voce: allargare le aspettative invece di limitarsi ad una sola).
L’errore (involontario) che hai fatto tu (come tutti noi che ci siamo passati) è stato quello di dare per scontato che le tue scelte sarebbero state appoggiate anche dagli altri, in automatico.
E così facendo hai dimenticato tutta la fatica che hai fatto per prendere quella decisione. Hai forse già rimosso quanto ti faceva stare male la vecchia situazione da cui hai voluto uscire? Hai forse scordato quanto hai lottato duramente con te stesso prima di svoltare?
E ora ti chiedo:
“Cosa ne possono sapere gli altri che ti vedono da fuori? Come potevano immaginare quello che covavi dentro, nel tuo cuore e nella tua mente?”
Neppure il massimo dell’empatia potrebbe bastare. Perché comunque sarebbe un cercare di avvicinarsi allo stato d’animo dell’altro, ma non certo conoscerlo.
Capisci adesso perché sono diventati i tuoi “oppositori inaspettati”?
Se fossero stati avversari di cui eri a conoscenza fin dall’inizio, tu avresti saputo come trattarli. Avresti studiato una strategia per portarli dalla tua parte o per sconfiggerli. Ma non lo erano e molto probabilmente non lo sono nemmeno ora (mi stai contestando quest’ultima affermazione, lo so!).
Ricordi che cosa ti dissi fin dall’inizio?
“Ognuno, in ogni momento della propria vita, fa il meglio che le proprie risorse gli consentono”
Anche se ti fa arrabbiare il pensiero, renditi conto che le loro attuali capacità non consentono loro di fare nulla di meglio né di diverso da quello che stanno facendo. Il tuo cambiamento li mette di fronte ai loro limiti, qualcuno ha paura di perderti e non sa come trattenerti, qualcuno teme di perdere la posizione professionale che il “vecchio tu” gli consentiva di conservare, …
Insomma… Cambiato tu, anche tutti gli equilibri sono da ristabilire.
So che farai un ottimo lavoro, anche questa volta.





